Silvaplana World Cup col team Italia

Per tutti coloro che regatano o seguono il mondo del wingfoil racing, giugno ha ormai una protagonista fissa: la tappa di World Cup a Silvaplana.

Testo: Marta Monge – Foto courtesy IWSA media/Robert Hajduk


Per chi non lo conoscesse, Silvaplana è un piccolo lago in Svizzera nell’alta Engadina a 1791m s.l.m. meta di tanti appassionati di watersports per il suo vento termico da Sud chiamato Maloja.
Così per il quarto anno consecutivo il team Italia, ovvero Maddalena Spanu, Charlotte Baruzzi, Francesco Cappuzzo, Alessandro Tomasi, Michele Capitani, Nicolo Spanu, Gregorio Pugliese e la sottoscritta, ha organizzato la trasferta svizzera.

Ormai conosciamo il lago e le temperature rigide che può ancora regalare a giugno, quindi la nostra preparazione inizia con il ritirare fuori tutto l’abbigliamento invernale: mute 5/4, giacche di neoprene, calzari, guanti, cappuccio. Conserviamo nitido nella nostra mente il ricordo di due anni fa, quando la temperatura diurna, che non superava gli 8°C, e il nevischio notturno, che lasciava una patina bianca sull’erba verde ogni mattina, ci colsero impreparati: ora nessuno lesina più e si arriva a questo appuntamento con una valigia a prova di quattro stagioni. L’ultima nevicata del giovedì precedente ci aveva intimorito, ma le previsioni davano uno spiraglio di luce con un progressivo innalzarsi delle temperature durante la settimana, cosa che faceva ben sperare in condizioni meno estreme.


Lunedì 15 giugno

L’esperienza ci ha insegnato che è bene non varcare le porte dei supermercati svizzeri se non si vuole rimanere sorpresi dai conti salati, così ci ritroviamo al centro commerciale di Colico per fare scorte di provviste per l’intera settimana. Se vi state chiedendo quanto mangiano otto wingfoiler in regata, la risposta è: tanto, quindi non deve stupire il fatto che due carrelli stracolmi di ogni genere di cibo a mala pena siano sufficienti. 

Continuiamo il viaggio superando il confine, varchiamo il passo del Maloja, con le sue magnifiche e monumentali cascate ed i suoi tornanti panoramici fino ad arrivare finalmente a Silvaplana. 

Purtroppo è già tardi per un’uscita, per cui rapido giro in bici per sgranchirsi le gambe dopo le ore di viaggio, poi cena e tutti a nanna in vista del giorno successivo quando finalmente si apriranno le danze.


Martedì 16 giugno

Prima giornata di regate: in programma il perfezionamento delle iscrizioni e quattro long distances (regate di flotta con la peculiare partenza a coniglio).

Il morale di tutti i regatanti è alto e la voglia di entrare in acqua rende frizzante l’aria.

Un dettaglio non trascurabile: manca il vento. La giornata però è tersa, quindi si spera nell’arrivo del vento termico. Finalmente alle 17 sembra entrare una bava d’aria: ci mandano subito in acqua, ma purtroppo dopo pochi minuti cala nuovamente a zero e dobbiamo tornare a terra a nuoto. 

Così un po’ delusi ci dirigiamo verso casa e ripetiamo un’uscita in bici per dare un po’ di movimento a questa interminabile giornata di attesa. 


Mercoledì 17 giugno

Seconda giornata di regate: in programma 8 course races per flotta vista l’inattività del giorno precedente. Già dallo skipper meeting però le notizie non sono positive: la pressione da Nord, che ha caratterizzato anche la giornata precedente, è ancora presente e ostacola la termica da Sud. Così, senza troppe sorprese, un’altra giornata con nulla di fatto. Per fortuna gli svaghi presenti sono molteplici: c’è chi si dà al pumpfoil, chi al frisbee, chi alla pallavolo e chi ne approfitta per passeggiare lungo lago.

Inoltre vicino allo spot c’è un bellissimo parco sportivo con pump track per skate e longboard, trampolini acrobatici, campi da tennis, beach volley e calcio. Nell’attesa intratteniamo in un’entusiasmante partita di calcio, Svizzera contro Italia, grazie alla partecipazione dei ragazzi del posto. Ai Mondiali non ci siano qualificati, ma qui abbiamo fatto un figurone, con le parate di Fra, le azioni di Nico e Ale e i goal di Greg.

Alle 17 è confermato lo stop per la giornata e così si torna a casa un po’ delusi dal fatto di non essere ancora potuti scendere in acqua.

Queste lunghe giornate di attesa ci ricordano quanto il nostro sport possa essere snervante e frustrante: nessun orario fisso, nessuna possibilità di programmare con certezza, in perenne dipendenza dalle condizioni meteo. Bisogna avere pazienza, saper aspettare ed essere in grado di performare al massimo in qualsiasi momento.


Giovedì 18 giugno

Terzo giorno di regata: finalmente le previsioni sono promettenti, già dalla mattina le bandiere sventolano nella giusta direzione. Dopo un breve delay per aspettare le condizioni migliori, alle 12:30 si entra tutti in acqua. Il vento parte leggero ed cresce di intensità progressivamente durante le prove.

Si iniziano a distinguere i leader nelle due flotte maschili (Yellow e Blue) e nella flotta femminile.

Dopo 5 prove veniamo mandati a terra per una breve pausa di ristoro e poi di nuovo in acqua per altre 2 prove. Le condizioni non sono facili, il vento è a chiazze, rafficato e gira molto, quindi bisogna essere super bravi a leggerlo e navigare sempre nel buono. 

Al termine della giornata arriva un leggero temporale che inizialmente fa aumentare un po’ il vento, ma poi lo secca tutto, per cui non si riesce a completare l’intero programma di 8 prove e ci si ferma a 7, che comunque è un ottimo bottino, considerando l’inizio di settimana decisamente poco promettente.

Tra i ragazzi Ale parte alla grande, posizionandosi subito in prima posizione, nonostante uno scontro durante una prova con il polacco Kamil Manowiecki, dovuto alla poca visibilità che hanno le wing.

In seconda posizione c’è il francese Mathis Ghio, campione mondiale in carica ed in terza Fra, che grazie a piazzamenti costanti si aggiudica il podio della giornata. 

Tra le donne invece prende il comando la francese Vaina Picot, ma Maddi è subito lì dietro ad incalzarla al secondo posto.

Così, chi più chi meno soddisfatto della propria giornata, si ritorna a casa per un meritato riposo, con la testa già al giorno successivo rassicurati dalle previsioni meteo favorevoli.


Venerdì 19 giugno

Quarto giorno di regata: gli uomini vengono divisi in Gold Fleet (i primi 20) e Silver Fleet (i restanti):  è la giornata in cui si decidono le posizioni che contano.

Il Maloja finalmente non si fa aspettare ed entra alle11 già bello deciso. Si va in acqua in orario e vengono disputate 8 prove per flotta in un rapido susseguirsi di partenze e arrivi, un po’ come una catena di montaggio: ogni 8 minuti una partenza (Gold, Donne, Silver e così via a ripetizione)

Performance straordinaria di Ale e Fra, che battagliano tra di loro e concludono la giornata rispettivamente in prima e seconda posizione distaccandosi nettamente dal resto della flotta. Ale si ritira in una prova a causa di un crampo, ma questo non lo ferma e può entrare in finale al comando della flotta.

Nelle donne invece grande giornata per Vaina, che vince sette delle otto prove disputate, ma Maddi rimane al secondo posto e si aggiudica l’ingresso diretto nella finale a quattro per il giorno successivo. 

Qualificati direttamente in finale anche Michele, all’ottavo posto e tra le ragazze Charlotte Baruzzi, al quinto posto ed io, al settimo. Anche per gli altri ragazzi però è ancora tutto aperto: il giorno successivo con il Golden Ticket, tutto può cambiare e chiunque può aggiudicarsi un posto per la finale.


Sabato 20 giugno

Quinto ed ultimo giorno di regate: è il momento delle Finals, qui si decide davvero tutto ed i risultati possono ribaltarsi velocemente. In breve il format prevede il Golden Ticket Race, regata di flotta in cui si scontrano dal decimo in giù nella classifica generale. Il vincitore si aggiudica il passaggio diretto alla finale a 10. Successivamente si prosegue con i quarti di finale, con il sesto, settimo, ottavo, nono ed il vincitore del GT che regatano insieme. I primi due classificati di questa regata si scontrano poi con il terzo, quarto e quinto e chi si aggiudica le prime due posizioni si guadagna un posto nell’ambitissima finale a quattro.

Ad ambire al GT Greg, Nico ed Ernesto de Amicis, arrivato la mattina stessa del sabato direttamente dalle prove scritte della maturità. Purtroppo per loro il vento si fa attendere ed intorno alle 15 viene annullato il GT, per proseguire con le finali. Sembra una giornata fotocopia dei primi due giorni, finché, dono insperato, le bandiere iniziano a sventolare e il Maloja arriva a soffiare sul lago. I finalisti vengono subito mandati in acqua e le procedure di partenza iniziano senza attese.

Si inizia con i quarti di finale maschili. Dopo una regata iniziata con un grande scontro in partenza tra due concorrenti passano il neozelandese Sean Herbert ed il nostro Michele.

Nei quarti femminili invece dopo una regata al comando fin dall’inizio la cecoslovacca Klara Chalupnikova ed io passiamo alla semifinale.

La semi-finale maschile vede dominare il francese Julian Rattotti ed il polacco Kamil Manowiecki e ad attenderli in finale ci sono Ale e Fra, che partono avvantaggiati, in quanto essendo al comando della classifica possiedono già un bullet, una vittoria. In finale il primo che arriva a due vittorie si aggiudica il titolo.

Intanto si conclude anche la semi-finale femminile che dopo una prova davvero movimentata, che ha visto più volte cambiare i posti al comando, decreta il passaggio della cinese Yana Li e della ceca  Klara Chalupnikova.

È il turno della finale maschile, i nostri non partono bene e Kamil Manowiecki si aggiudica la prova, portandosi a parimerito con Ale e Fra per numero di vittorie e rendendo quindi necessaria una seconda finale prima di chiudere la regata.

Finale femminile al cardiopalma: la cinese domina tutta la prova, subito dietro però ci sono Vaina e Maddalena che battagliano tra di loro. Vaina cade e Maddi si ritrova seconda, Yana ha un bel distacco, ma tutto può succedere fino all’ultimo. Ed ecco che Yana cade nell’ultimo breve traverso finale e Maddi non si fa sfuggire questa occasione, sorpassandola a massima velocità. Incredibile recupero e titolo riconfermato per Maddi, che vince la sua prima World Cup dell’anno.

Altra finale molto combattuta tra gli uomini: subito al comando Kamil Manowiecki, mentre Ale e Fra battagliano tra di loro per il secondo posto. Nulla ferma il polacco, che taglia il traguardo primo e si aggiudica il titolo.

Sicuramente Silvaplana quest’anno ci ha regalato delle finali davvero entusiasmanti e ricche di suspance, che difficilmente scorderemo.

Arriva così il momento di disarmare l’attrezzatura e caricare i furgoni per il rientro a casa, e subito a seguire il momento delle premiazioni in cui noi italiani ci distinguiamo sempre per il tifo caloroso e rumoroso.

Il bilancio di questa tappa non può che essere positivo: Maddi prima tra le donne, Charlotte quinta ed io settima. Francesco conclude al secondo posto, Alessandro al terzo, dopo aver dominato durante tutta la settimana, probabilmente si meritavano qualcosa di più, ma si sa che in finale può succedere di tutto. Michele conclude al settimo posto, Nicolo al tredicesimo e Gregorio al sedicesimo.

Per Michele, Ernesto, tutti gli altri under 19 e master italiani non è però ancora finita l’esperienza a Silvaplana: infatti da lunedì 22 si svolgeranno proprio qui i campionati mondiali Youth e Master. Auguriamo a tutti loro buon vento e siamo sicuri che porteranno in alto i colori italiani.

Per noi invece un rientro a casa in attesa del prossimo appuntamento importante: la World Cup a Gizzeria dall’8 al 12 luglio.



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